Nome Utente

Password

 
   

Se non sei registrato clicca qui

Home > Comunicati

Comunicati e aggiornamenti

Rimani aggiornato su avvisi per i cittadini e comunicati stampa

Avezzano, Celano, Magliano dei Marsi, Scurcola Marsicana, Unione Comuni Basso Biferno, , , Mondo Tekneko, Grottaferrata, Monte Compatri, Trasacco, Collelongo, Villavallelonga, Castel Gandolfo, Guidonia - Grottaferrata: la società Tekneko vince al Consiglio di Stato
10 novembre 2015 alle 09.00
Articolo visualizzato 1872 volte

 

Dopo quasi due anni di dure battaglie nelle aule della giustizia amministrativa, il Consiglio di Stato ha dato ragione oggi alla società Tekneko Sistemi Ecologici S.r.l. sulla questione del ricorso presentato dalla società Ambi.en.te. S.p.A. di Ciampino. L`appalto della gestione dei rifiuti sarà pertanto organizzato sul territorio comunale di Grottaferrata e fino alla fine del contratto da TekneKo. Si conclude così una lunga storia che era partita in sede giudiziaria e che aveva lasciato il servizio sulla raccolta differenziata appesa alla parola dei tribunali.

Il Comune di Grottaferrata, con bando del 26 luglio 2013, indiceva una gara per l’affidamento per cinque anni dei servizi di igiene urbana e gestione integrata dei rifiuti solidi urbani. Alla gara, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e del valore a base d’asta di 14.809.773,60, partecipavano la s.r.l. Tekneko Sistemi Ecologici, l’Impresa Sangalli Giancarlo e la Ambi.En.Te. S.p.A.. All’esito della valutazione delle offerte, risultava aggiudicataria Tekneko con 100 punti; seconda graduata l’Impresa Sangalli con punti 86,120 e terza Ambi.En.Te. S.p.A. Ambi.en.te. S.p.A., terza classificata, che con ricorso al TAR notificato il 23 gennaio 2014 impugnava gli atti della procedura di gara e specificamente la nota con cui il Comune di Grottaferrata comunicava l’aggiudicazione della gara a favore di Tekneko, i verbali di gara, il bando, il disciplinare e il capitolato speciale di appalto relativi alla procedura, nonché la determina del 7 ottobre 2013 di costituzione della commissione per la supposta violazione di alcune norme in fase di aggiudicazione. 

L’8 gennaio 2015, il TAR Lazio accoglieva parzialmente il ricorso e i motivi aggiunti di Ambi.en.te. S.p.A. e annullava l’aggiudicazione definitiva in favore di Tekneko anche ai fini della riedizione degli atti in via reintegratoria, disponendo l’attivazione del sub procedimento di anomalia dell’offerta Sangalli. Rigettava la domanda risarcitoria sub specie di immediata aggiudicazione della gara e quella risarcitoria, nonché la domanda di condanna per responsabilità aggravata. Condannava il Comune e l’aggiudicataria a rifondere la ricorrente delle spese di giudizio che liquidava nella misura di euro 2mila per ciascuna.

Con ricorso notificato il 25 febbraio 2015 Tekneko ha impugnato la suddetta sentenza, chiedendo l’annullamento o la riforma per error in iudicando. Il Comune di Grottaferrata si è quindi costituito in giudizio chiedendo il rigetto dell’appello ed ha proposto appello incidentale per la riforma della sentenza. Con memoria del 27 marzo 2015 Palazzo Savelli ha depositato la nota di comunicazione di avvio del procedimento di riedizione della gara e di richiesta dei giustificativi all’impresa Sangalli e successivamente ha depositato il giudizio di incongruità dell’offerta Sangalli. Le parti hanno depositato memorie difensive e di replica e, alla pubblica udienza del 9 luglio 2015, il giudizio è stato assunto in decisione.

``L’appellante principale, con il primo motivo di appello, e il Comune di Grottaferrata, con il secondo motivo dell’appello incidentale – scrive il Consiglio di Stato - assumono l’erroneità della sentenza impugnata nella parte in cui ha ritenuto sussistente l’interesse di Ambi.En.Te., terza classificata, asserendo che l’interesse strumentale può essere configurato anche in termini del tutto astratti e potenziali e senza alcun onere di dimostrare da parte del ricorrente, in termini di probabilità o quanto meno di ragionevole possibilità, che anche l’offerta della seconda graduata andrebbe esclusa dalla gara e che vi sarebbe una concreta chance di aggiudicazione per la terza classificata``. Le censure sul punto sono state ritenute fondate.

Come affermato dal TAR – prosegue il CDS - con percorso motivazionale corretto, l’importo e la natura dell’appalto (appalto di servizi del valore di base di euro 14.809.773,60) consentivano alla stazione appaltante di avvalersi di soggetti esterni quali componenti della commissione di gara, naturalmente escluso il presidente. Né v’era necessità di estrinsecare le motivazioni che avevano portato alla nomina dei membri esterni, atteso che la natura e il valore dell’appalto ne consentivano la nomina. Quanto all’asserita carenza di specifiche professionalità dei componenti scelti dalla stazione appaltante (si assume che ad eccezione del presidente ing. Vittori, gli altri due componenti non erano esperti nel settore oggetto della gara), non è dimostrata ed è smentita dai curricula degli interessati, sicché la censura deve ritenersi quanto a tale profilo inammissibile e infondata e non è nemmeno provato che l’asserita carenza di professionalità si sia tradotta in vizi di valutazione delle offerte o degli esiti della gara o del presunto e indimostrato vizio di imparzialità. Il segretario comunale, essendo dipendente del Comune e dotato di professionalità insita nella stessa funzione espletata, ben poteva essere componente della commissione di gara.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha quindi respinto l’appello incidentale di Ambi.En.Te. e conseguentemente anche la domanda risarcitoria, come anche quella per lite temeraria. Ha accolto l’appello principale di Tekneko e l’appello incidentale del Comune di Grottaferrata e, per l’effetto, in riforma parziale della sentenza impugnata, il ricorso di primo grado va in parte respinto e in parte dichiarato inammissibile per difetto di interesse.